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Valsamoggia come Salsapariglia

Ieri ascoltavo Radio Deejay e Linus ha raccontato lo stupore di quando ha scoperto l’esistenza di Valsamoggia: “non assomiglia come nome alla Salsapariglia dei Puffi?”. Ad essere sinceri, pur abitando in Emilia Romagna, ho scoperto Valsamoggia solo poco tempo fa e mi è piaciuta subito! Si, perché spesso quando si ha un pò di tempo libero, un pò per pigrizia, un pò per piacere, si va a finire sempre negli stessi posti…

Dunque.

Valsamoggia è un comune che fa parte della Città Metropolitana di Bologna ed è un luogo pieno di storia, partendo da Matilde di Canossa, passando per la famiglia Estense, fino ad arrivare ad un elenco di personaggi illustri come pittori, scultori, sportivi, studiosi,  politici, combattenti in guerra e religiosi, accuratamente citati nel sito del Comune (bello ricordare i propri concittadini che in qualche modo hanno fatto storia, no?).

Tanti sono i borghi e i luoghi limitrofi da visitare, a piedi o in mountain bike, come Castello di Serravalle, Monteveglio, Bazzano (il cui nome deriva da Bacco, Dio del vino…), Crespellano e Savigno (www.comune.valsamoggia.bo.it).

Una cosa però vi voglio raccontare. Da quelle parti passa il Rio Marzatore, nella cui valle si possono trovare fiori protetti, come la SCILLA e il DENTE DI CANE. Proprio lungo la strada che costeggia il rio potete trovare una fonte speciale, dalla quale sgorga, pensate un pò, ACQUA SALATA, fin dall’antichità visitata in quanto ricca di proprietà curative.

Andate a farci un giro, approfittando per mangiare qualche specialità locale come tagliatelle ai fegatini di pollo, piatti al tartufo, gnocco fritto e altre delizie.


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Una notte sull’isola Maggiore del Lago Trasimeno

È il 30 maggio, il sole scalda ma ancora non scotta. Arriviamo sull’isola (http://www.trasimeno.ws/isola_maggiore_it.html) prendendo l’ultimo traghetto disponibile delle 17.30 da Castiglione del Lago (PG). Ancora non sono previste tante corse perché non è iniziata la stagione turistica, così ci accorgiamo appena arrivati che fino al giorno dopo saremmo stati davvero pochi: i 17 attuali residenti e noi 3… In compenso l’isola è piena di fagiani e conigli che girano liberamente per le strade, nei giardini privati, sul molo, ecc…
  Provo una liberatoria sensazione di pace e serenità passeggiando per le stradine deserte, arrivando fino al punto più alto (circa 300 mt) e tornando giù fino all’appartamentino che ho prenotato (http://www.casavacanzeida.com/ida/it/), il tutto in meno di un’ora! Il sentiero è dedicato a San Francesco che sull’isola aveva trascorso una quaresima, lasciando impresse nella roccia le impronte dei gomiti e delle ginocchia. Ormai tutti i negozi sono chiusi, le poche persone che vi abitano sono in casa e il tramonto è bellissimo .

  

  

Lo ammiriamo dal ristorante L’Oso (http://www.ristoranteloso.com/) dove mangiamo da soli, siamo gli unici turisti in circolazione. La cena è davvero buona, tutta a base di pesce di lago: gnocchetti al ragù di pesce e spiedini di persico. Il mattino dopo ci viene servita la colazione direttamente sul piccolo molo privato del ristorante e di li a poco ricomincia il viavai di traghetti, ma noi ne approfittiamo per visitare il Museo del Merletto, la Casa del Capitano e la Chiesa di San Michele Arcangelo. Purtroppo il Castello Guglielmi non è visitabile, il cantiere dei lavori di restauro è rimasto bloccato per una serie di motivi… 

Questa isola ha una bella storia da raccontare, spesso dura e difficile ma ricca di tutto quello che gli abitanti hanno sempre condiviso, curato e amato. Andateci!