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Mojito maremmano 

Oggi voglio parlarvi di un posto dove non dovete andare, dove non fanno il migliore mojito della Toscana, dove non si è immersi in una natura genuina. Ecco cosa vi consiglio di non fare.In provincia di Grosseto si trova un piccolo paese che si chiama Alberese, posto all’interno del Parco Naturale dell’Uccellina. Ad Alberese c’è un tabaccaio, un giornalaio che vende dei cappelli di paglia davvero belli, due bar, una gelateria, una lavanderia e un minimarket gestito da due fratelli che con le rispettive mogli e prole tengono aperto tutti i giorni nel periodo estivo. Quasi ognuno di questi negozi noleggia biciclette, per raggiungere la spiaggia all’interno del parco, Marina di Alberese, luogo pressoché incontaminato raggiungibile in auto – numero limitato di ingressi a pagamento, in bus o appunto in bicicletta – 16 km circa fra andata e ritorno. Lungo la ciclabile che collega il paese alla spiaggia si incontrano cavalli, mucche, daini e cinghiali, impossibile annoiarsi! Vi spiego cosa non dovete fare. Sveglia presto verso le 8, per fare colazione e preparare gli zaini con tutto l’occorrente – fondamentali acqua e cibo se non volete spostarvi dalla spiaggia visto che i 3 bar sono un po’ all’interno. Partenza in bicicletta verso le 9, arrivo verso le 10, spiaggiamento immediato. Da quel momento fino alle 17 vi annoierete tantissimo prendendo il sole, facendo bagni rinfrescanti, leggendo e ascoltando musica. Ma ecco che si avvicina il momento-mojito, che troverete al vostro ritorno al bar Magi: ghiaccio tritato, ingredienti dosati nel modo giusto, olive e arachidi. E in quel momento decidete dove andare a cena. Ma non andateci. Non fatevi tentare dalle mie parole. È un posto che deve rimanere incontaminato, cosa dite, ci vado solo io e poi vi racconto? 😉

http://www.naturalmentetoscana.it

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Valsamoggia come Salsapariglia

Ieri ascoltavo Radio Deejay e Linus ha raccontato lo stupore di quando ha scoperto l’esistenza di Valsamoggia: “non assomiglia come nome alla Salsapariglia dei Puffi?”. Ad essere sinceri, pur abitando in Emilia Romagna, ho scoperto Valsamoggia solo poco tempo fa e mi è piaciuta subito! Si, perché spesso quando si ha un pò di tempo libero, un pò per pigrizia, un pò per piacere, si va a finire sempre negli stessi posti…

Dunque.

Valsamoggia è un comune che fa parte della Città Metropolitana di Bologna ed è un luogo pieno di storia, partendo da Matilde di Canossa, passando per la famiglia Estense, fino ad arrivare ad un elenco di personaggi illustri come pittori, scultori, sportivi, studiosi,  politici, combattenti in guerra e religiosi, accuratamente citati nel sito del Comune (bello ricordare i propri concittadini che in qualche modo hanno fatto storia, no?).

Tanti sono i borghi e i luoghi limitrofi da visitare, a piedi o in mountain bike, come Castello di Serravalle, Monteveglio, Bazzano (il cui nome deriva da Bacco, Dio del vino…), Crespellano e Savigno (www.comune.valsamoggia.bo.it).

Una cosa però vi voglio raccontare. Da quelle parti passa il Rio Marzatore, nella cui valle si possono trovare fiori protetti, come la SCILLA e il DENTE DI CANE. Proprio lungo la strada che costeggia il rio potete trovare una fonte speciale, dalla quale sgorga, pensate un pò, ACQUA SALATA, fin dall’antichità visitata in quanto ricca di proprietà curative.

Andate a farci un giro, approfittando per mangiare qualche specialità locale come tagliatelle ai fegatini di pollo, piatti al tartufo, gnocco fritto e altre delizie.